1. Proteggi il pagamento
Se rilevi un’operazione che non hai autorizzato, avvisa immediatamente il tuo prestatore di servizi di pagamento e segui la sua procedura di disconoscimento. Se invece hai autorizzato il pagamento ma contesti il venditore o il servizio, la situazione è diversa e vanno valutate le tutele contrattuali e di consumo applicabili.
Se hai pagato con carta, puoi chiedere all’intermediario se il contratto o il circuito prevedono una procedura di chargeback. Non è un rimborso automatico né garantito in ogni caso.
2. Conserva le prove
- screenshot dell’annuncio e URL;
- chat, e-mail e messaggi;
- conferme di prenotazione e condizioni;
- ricevute, contabili e data/importo del pagamento;
- nomi, e-mail, telefoni e altri recapiti pertinenti;
- eventuali richieste di rimborso o contestazioni già inviate.
Non inserire in VìSì password, PIN, codici OTP, CVV o numeri completi di carte.
3. Usa i canali ufficiali
Se ritieni di essere vittima di un reato, puoi rivolgerti alla Polizia Postale/Polizia di Stato, ai Carabinieri o ad altra Forza di polizia competente. Porta con te una cronologia sintetica dei fatti e le prove disponibili.
Il Commissariato di P.S. Online offre servizi di informazione e segnalazione. Verifica sempre sul canale ufficiale se, per il tuo caso, una procedura online costituisce soltanto una segnalazione oppure richiede ulteriori passaggi per formalizzare una denuncia.
4. Completa la pratica con VìSì
Per una possibile frode, VìSì raccoglie progressivamente metodo e data del pagamento, importo, piattaforma o annuncio, eventuale pagamento fuori piattaforma, contatto già effettuato con banca/PSP e prove disponibili. La chat e gli allegati vengono mantenuti nel fascicolo della pratica.
La pratica entra nella coda “Segnalazioni e tutela”; categoria e priorità servono ad assegnarla all’operatore più adatto, non costituiscono un giudizio sulla colpevolezza di persone o imprese.